lunedì 10 marzo 2008

Wishlist o meglio: l'inzio della settimana

Cose da vedere, da sentire, da leggere

Di solito una recensione sulle attività da svolgere nel tempo libero (dopo il lavoro, dopo gli impegni, all'affacciarsi di quei due giorni sacri e meditativi come il sabato e la domenica), dovrebbe attenersi ad un venerdì e non ad un inizio settimana che tutto contiene meno che un rilassante approccio al tempo.

Ma noi del MATblog siamo molto inclini a superare il conformismo, a cercare di avere del buonumore anche di lunedì, quando ci svegliamo e non sappiamo nulla del dopo (come del prima), incaponiti noi nel programmare una lista dei desideri, la quale potrà o non potrà essere portata a compitmento, ma almeno verrà rimirata nel giorno nefasto come se fosse un buon inizio settimana.

Da vedere:















"Per me l'arte è un'ossessione della vita e poiché siamo degli esseri umani, siamo noi il soggetto della nostra ossessione" Francis Bacon

Dal 5 marzo al 29 giugno, Palazzo Reale. Milano La mostra è curata da Rudy Chiappini. Orari: tutti i giorni 9.30-19.30, lunedì 14.30-19.30, giovedì 9.30-22.30 Ingresso: Intero €9, ridotto €7, scuole €4,50 Informazioni: call center VivaTicket: 899.666.805 (a pagamento), visite guidate 026597728, http://www.francisbacon.it/.

Da vedere:




















"To have peace with this peculiar life; to accept what we do not understand; to wait calmly for what awaits us, you have to be wiser than I am" Maurits Cornelis Escher

Fondazione Musica per Roma presenta C. M. Escher: L’arte del puzzle e il puzzle dell’arte. Un evento di Festival della Matematica 2008 Biglietti: Ingresso 2.00 euro Orari: 14 e 15 marzo Mattina riservato alle scuole. Informazioni per le scuole: ufficio promozione tel. 06 80241226-408-563 Pomeriggio aperto al pubblico fino alle 21 dal 16 marzo: dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 21 – sabato e domenica dalle 11 alle 21.

Da sentire:

Michael Adkins Quartet: "Rotator"

"When one hears Michael Adkins for the first time, there’s a certain shock, not just at the presence of a new voice but that such a musician might arrive fully formed. There’s something unexpected in the sheer weight of his sound and depths of meaning that impinge in his lines.." HatHut Records

Da leggere:

due titoli della casa editrice Il saggiatore









Storia del pianoforte di Piero Rattalino :

"Le origini, gli sviluppi, le tecniche compositive, gli interpreti: una breve storia dello strumento musicale per eccellenza."















La teoria dei colori di Johann Wolfgang Goethe, introduzione di Giulio Carlo Argan:

"Gli uomini provano un grande piacere nel vedere i colori, hanno bisogno dei colori come della luce."






sabato 8 marzo 2008

Le bizzarrie del web: "Ipod e cipolle"

Ormai su internet si può trovare davvero ogni genere di stranezza, ma questa che casualmente è passata sotto la mia attenzione vale la pena di esser citata.

Da un po’ di tempo su Youtube circola un video su come sia possibile ricaricare un Ipod senza carica batterie, ma con una semplice bacinella contenente Gatorade ed una cipolla!

All’Ipod servono poco più di 5 Volt di tensione per ricaricarsi, il tizio che ha messo sul web tale video suppone di poter ottenere con tale sistema proprio un alimentazione a 5V e per circa 15 minuti.

Indubbiamente ciò sarebbe utilissimo, per il motivo che se fosse possibile ricaricare così un Ipod, sarebbe anche possibile applicare metodi simili per cellulari, lettori mp3 ecc…

A questo punto la domanda che per lo meno a me è sorta spontanea è: come è possibile scatenare una reazione chimica cosi elementare per ricaricare un tale dispositivo?

Essendo 10 anni almeno che dispositivi portatili sono entrati nelle nostre vite, come mai con tutti i chimici che ci sono al mondo, soltanto nel 2008 esce fuori questa trovata?

E’ evidente la bufala…..Senza entrare nel merito dell’elettrochimica e del funzionamento di una pila, è noto che circola corrente solo quando si crea una differenza di tensione, se pure ammettessimo che la cipolla imbevuta nel Gatorade diventasse una ottima e sconosciuta soluzione elettrolitica, purtroppo per i nostri “scienziati” un pila alla cipolla genera una differenza di potenziale bassissima (qualche millivolt) minore di quella che si genererebbe con un limone, una mela ecc… è dunque fisicamente impossibile che circoli una corrente sufficiente a caricare l’ipod, (forse l’unica cosa che può accadere è che si rovina il cavetto USB).

Poi ancora, le linguette della porta USB dell’Ipod sono entrambe di rame (dovendo essere attaccate al pc), per cui chi conosce un po’ l’elettrochimica sa che è impossibile che tra di esse si generi alcun potenziale elettrico se le infiliamo in una cipolla…..

Il dato comico è che tale scoperta è stata pubblicata da un eminente testata giornalistica italiana, fortunatamente è stata anche subito smentita dal settimanale Focus nonché da alcuni italiani di Apple lounge.

E’ però innegabile la simpatia del video girato da questi americani, del quale vi fornisco volentieri il link: vadiamo se capite dove sta il trucco nel video!

Ilario Ferrari

venerdì 7 marzo 2008

L'Impressione artisticamente espressa


Claude Monet – Impression , soleil levant, un dipinto del 1872, agli albori della nascita del movimento impressionista.

Come trattare criticamente un movimento a cui non possono essere mosse critiche?Quale può essere la critica obiettiva per delle opere che o si amano o si odiano? Dal mio punto di vista, di piccolo critico dell’arte in generale, ho tentato più e più volte di esprimere la mia obiettività e le uniche soluzioni a cui sono giunto sono state alcune possibili ipotesi, per le quali si potrebbe storcere il naso su rappresentazioni come questa di Monet.

Prima di parlare dell’Impressionismo come movimento artistico , della sua nascita e decadenza ,vorrei cominciare la mia trattazione con uno sguardo indietro nel tempo , a movimenti quali il Realismo artistico e il Romanticismo, movimenti che si erano ribellati ai paradigmi del tempo antico e che si erano attivati per l’introduzione di importanti innovazioni:la negazione dell’importanza data al soggetto che rende così omogenei e parificati tutti gli ambiti trattati,l a riscoperta del paesaggio, la figura dell’artista eversivo e ribelle alle convezioni, l’interessamento al colore e alle tonalità usate, nonché la presa di coscienza dell’artista che finalmente non nasconde più le sue sensazioni nel linguaggio criptico della rappresentazione, ma le urla attraverso di essa, rendendola non un codice da decifrare ma un mezzo attraverso il quale esprimerle.

Per quanto riguarda le premesse del Realismo , ricordiamo di come la scuola di Barbizon di Thèodore Rousseau avesse incentrato la propria attenzione e le proprie opere sulla rappresentazione del paesaggio, con una particolare dedizione alla fedeltà delle cose rappresentate, come la luce e lo spazio: dedizione che si rivolse alle realtà più umili del sociale. creando così il Realismo (e proprio uno dei pittori seguaci di questo movimento culturale, cominciò a dipingere in maniera innovativa).

Gustave Courbet diede al mondo un nuovo metodo di utilizzare i colori, non mischiandoli ma accostandoli o sovrapponendoli, utilizzando gli stessi colori come materia plasmabile con spatola e pennello, creando così riproduzioni dalle superfici irregolari e uniformi.

Ulteriori stimoli all’Impressionismo vennero dati dalle stampe Giapponesi e dalla scuola Ukiyo-e , rappresentanti anch' esse scene della quotidianità: dalle scene di pesca ai semplici elenchi dei bordelli cittadini. Infine le leggi sull’accostamento dei colori di Chevreul diedero modo agli impressionisti di sperimentare il semplice accostamento dei colori, il che a loro detta rendeva e opere vive e semi-tridimensionali.

Tutto ciò in contraddizione con quanti sostengano che gli impressionisti andarono contro anche il sentimentalismo tardo romantico, perché, e questo non solo dal mio punto di vista, le opere impressioniste sono la pura espressione dell’animo umano che si ritrova ad osservare come un singolo paesaggio contenga più sfumature e regali emozioni diverse all’osservatore, anche osservandolo in momenti diversi di un’unica giornata, come le diverse versioni della “Cattedrale di Rouen” di Monet, ognuna diversa dall’altra per il momento del giorno in cui era stata dipinta.

C’è da dire che, nonostante fossero attivi già da anni , la prima mostra degli artisti impressionisti avvenne solo nel 1874 presso lo studio di Nadar, fotografo dell’epoca, e che fu una manifestazione del tutto eversiva per gli schemi dell’epoca , contro il Salòn che aveva rifiutato le opere in questione.

Il nome del movimento fu tratto proprio dall’opera proposta all’inizio di questo articolo: Impression,soleil levant di Monet, un’opera che rappresentava in pieno le caratteristiche di questo nuovo tipo di pittura.

La pittura all’aperto e non più in studio, il contatto con il mondo rappresentato, con la sua luce e con il tempo che scorre inesorabile e percettibile sotto gli occhi di chi osserva, il modo in cui il colore viene fissato su tela tralasciando quasi del tutto il nero e utilizzando l’azzurro scuro o il verde al suo posto e l’assegnazione di colori diversi a soggetti che in natura ne hanno uno proprio, sono tutte caratteristiche dell’Impressionismo, che tuttavia resta un movimento che ci ha donato artisti diversi e opere diverse.

Alcuni di essi, come Monet, concentrarono la propria vita artistica sulla rappresentazione paesaggistica, altri come Renoir si incentrarono sulla figura umana e altri ancora come Manet, si interessarono alla commistione di entrambi in un armonia visiva unica nel suo genere.

Ultimo grande impressionista fu Paul Cezanne, ma ricordiamo anche di chi, come Vincient Van Gogh, partì proprio dall’impressionismo per approdare infine ad un elaborazione propria di artisti che poi fonderanno, ironia della sorte, l’Espressionismo.

A noi, semplici osservatori, rimane un manipolo di opere che o stupiscono o inorridiscono, conservando la capacità di dividere il pubblico, tra chi vi vede carenza di contenuti e chi ve ne scorge anche di ulteriori.

Daniele Tartaglia

giovedì 6 marzo 2008

Sinestesie della luce

Acceleratori e lampadine, chiese e LEDs, lux dei ed allucinogeni


L’incontro dei sensi e la rappresentazione di un senso in un altro senso, tale da far cambiare connotati alla sensibilità (sentire un colore, vedere un odore, odorare un sapore, toccare un suono), non possono che dare un nuovo significato e valore alla sensazione stessa: la sinestesia è la rivoluzione del senso nella sensibilità, della rappresentazione in ciò che è rappresentabile.

Tra tutti, il senso della vista sembra a volte superare l’incontro con gli altri sensi e pascersi della sua chimerica attività di ridare la luce che sta fuori (o quella che è dentro di noi). La sinestesia allora, nella sua più intima rivelazione, si può divertire con la storia (giocando tra tecnologie della luce vecchie e nuove), con i luoghi sacri (per secoli protettori di raggi e di filtraggio dell’esterno) e con i testi sacri (veicoli di una visione che stravede l’uomo trasumanando ogni senso).

Un acceleratore di elettroni australiano, il Synchrotron, è stato utilizzato dall’artista multimediale Chris Henschke per illuminare una lampadina a filo incandescente. La scienza a servizio dell’arte e l’arte come manifestazione estetica di un feedback tecnologico (e la storia della tecnologia vive e sussiste di movimenti in avanti e battute d’arresto).

“I am trying to put the new technology into its historical and technological context.” Abc Australia
Un' importante ed antica chiesa di Boston, simbolo della Rivoluzione d’America, il cui campanile divenne nella notte del 18 aprile 1775 il segnale dei movimenti delle truppe inglesi, rivive e rivela una ristrutturazione tecnologica all’insegna del passaggio dalla fluorescenza ai diodi plasmabili ed invisibili.

Longfellow, che descrisse nel suo poema l’impresa dell’indipendentista Paul Revere, non avrebbe oggi più scritto "One if by land, and two if by sea", bensì:

“One LED if by land, and two if by sea” Abc News

A volte si è vittima delle proprie visioni, delle private sinestesie improprie. Se poi è la vista, o peggio ancora uno studio sulla percezione visiva, a cercare di confutare se stessa, il suo valore indiscusso e sacro, ecco che ne viene meno anche l’indagine della storia e la sua chiarificazione non sempre netta e rigorosa.

Il professor Benny Shanon, dell’Università ebraica di Gerusalemme, ci ha spiegato come, hypoteses non fingo, fosse stato possibile per Mosé l’incontro con la voce divina, con la luce che veicolò le Tavole, lassù, in alto, presso il Monte Sinai: il profeta era in un “altered state of awareness”, dovuto ad alcune piante allucinogene che crescono nel deserto mediorientale.

Chi sa perché, ma il mio common sense mi fa propendere per chi ha, in questo caso, sbeffeggiato il portatore di ipotesi scientifiche e bigotte, ovvero il rabbino Yuval Sherlow:

“The Bible is trying to convey a very profound event. We have to fear not for the fate of the biblical Moses, but for the fate of science.” Msnbc

mercoledì 5 marzo 2008

Breve storia dell'hip-hop

Parte IV – La rinascita




Gli omicidi di Tupac e BIG hanno effetti devastanti sulla scena hip-hop. Dopo anni di escalation di violenza nei dischi e sulle strade, ci si rende bruscamente conto che il gioco è andato davvero troppo oltre, e il movimento inizia anno dopo anno a perdere seguaci. Paradossalmente è un bianco a invertire la tendenza.

Eminem, whitey ma protetto da Dr.Dre, nel bienno 2000-01 vende più di dieci milioni di copie dei suoi primi due dischi, rilanciando un genere in difficoltà.

Si apre una nuova età dell'oro, caratterizzata dal superamento delle tensioni East - West (anzi, molti sono gli artisti che collaborano da una costa all'altra), dal consolidamento delle scene locali in tutto il mondo e da una virata del sound verso ambiti più festaioli.

Campioni del club rap sono Nelly, dalle rassicuranti rime da party, e 50 Cent, newyorkese ma forse il più appropriato erede della scuola gangsta, con i suoi racconti di violenza e microcriminalità urbana.

Nei primi anni del nuovo millennio si affaccia alla ribalta anche la scena del Sud degli States, il cosidetto Dirty South, con un sound caratterizzato da uso massiccio di synth su ritmi spezzati, mentre il rap recede a livello di incitamento come ai primordi del genere.

martedì 4 marzo 2008

Veste nuova ed alcune idee nuove: il MATblog ricomincia ad essere rivificato dopo due mesi di inerzia. Per cominciare vorrei pubblicare un annuncio rivolto a tutti i paranoici della parola, a chi piace scrivere (magari non troppo, né per acronimi), a chi piace disegnare, a chi si accontenta (e noi ci accontentiamo) di segnalarci, con amore e buonumore, belle notizie tra l'arte e la scienza. Ma ecco l'annuncio che ritroverete da domani sulla colonna a sinistra:

Si cercano aspiranti giornalisti per collaborare alla nuova versione del MATblog. Non ci si pagheranno gli studi o l'affitto di una casa, ma è sempre un inizio nel mondo del lavoro. Se siete interessati e volete ricevere informazioni più dettagliate, scrivete a: david.decaprio@virgilio.it