Comunicazione di servizio
Il blogger Emanuele Flandoli alias Signor Phleks suonerà questa sera gioved' 17 maggio, alle ore 22, al Trecentosessantagradi (zona San Lorenzo - Roma) , insieme al gruppo indie-rock Orange:
"Faccio rap perché non ho soldi per la psicoterapia" il Sig.Phl
p.s.
da oggi il suddetto blogger verrà indicato con il suo vero nome negli articoli e nella finestra dei bloggers
The MATblog
giovedì 17 maggio 2007
Il microfono (parte seconda)
La maggior parte dei microfoni in commercio si possono suddividere in queste due grandi classi a seconda del tipo di trasduttore di pressione che essi montano, dunque a seconda del principio fisico che essi usano per la traduzione (o traduzione che dir si voglia) del suono.
-Microfoni Dinamici
La parte principale del microfono è il diaframma, cioè un piccolo elemento di solito a forma circolare, costruito al giorno d’oggi con un materiale plastico speciale, che viene messo in vibrazione dalle onde sonore. Al diaframma è collegata una bobina mobile (il conduttore indicato in figura, in sostanza un avvolgimento di metallo ) immersa in una campo magnetico generato da un piccolo magnete fisso, di solito a forma di anello.
Quando il diaframma, messo in vibrazione dalle onde sonore, si muove oscillando in su e in giù, fa muovere anche la bobina ad esso solidale, e ai capi della bobina si genera una tensione elettrica che segue, più o meno fedelmente, l’andamento dell’onda sonora.
Vi sono diversi tipi di microfoni dinamici, che si differenziano moltissimo a seconda della qualità (da pochi Euro, come i microfoni forniti di serie con le schede audio più comuni, e adatti per applicazioni vocali) fino a centinaia di Euro, adatti per applicazioni musicali.
Fra le caratteristiche dei microfoni dinamici si può ancora citare la relativa insensibilità ai rumori meccanici esterni (come il maneggiamento del microfono) e lo spiccato effetto di prossimità, cioè la caratteristica di variare la risposta in frequenza, e quindi la timbrica, a seconda della distanza del microfono dalla sorgente sonora. I microfoni dinamici sopportano, generalmente, elevate pressioni acustiche.
-Microfoni a Condensatore
Il microfono a condensatore, invece, è basato su un principio elettrostatico: all'interno del microfono viene disposto un condensatore, costituito di due sottili lamine dette armature.
Quando il diaframma è sollecitato da un'onda sonora si muove, e la distanza fra le piastre varia, modulando perciò la tensione continua. Infatti, la carica di un condensatore dipende, oltre che dalla tensione applicata, anche dalla capacità.
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01:44:00
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mercoledì 16 maggio 2007
Music News

Il CD degli australiani rimarrebbe per ora in un cassetto, in attesa di organizzare la promozione che sarebbe decisamente lunga e laboriosa; la pubblicazione sarebbe prevista per il gennaio 2008. Il successore di "Stiff upper lip" del 2000 sarebbe ancora senza titolo.
Pare, sempre secondo indiscrezioni, che il tour mondiale degli AC/DC possa partire immediatamente a ridosso dell'arrivo del disco nelle rivendite. Il CD verrebbe anticipato di circa tre mesi da un DVD doppio.
Per la prima volta un album di black metal al numero 1 in classifica
E' la prima volta che un disco di black metal riesce ad arrivare fino al primo posto in una classifica.Gene Simmons: mai più con i Kiss. A meno che...

In che direzione sta andando il nuovo album dei Metallica? E' ancora presto per poter dare indicazioni molto precise, ma ugualmente Kirk Hammett ha provato a spiegare le sue sensazioni.
Il chitarrista ha affermato che, in qualche modo, la band tende ad inglobare sonorità mediorientali. Lo stesso Hammett non è stato in grado di approfondire razionalmente l'argomento, fornendo un ragionamento che si presta decisamente ad essere interpretato.
"C'è un tema veramente inusuale che si sta infiltrando nella musica", ha detto il musicista riferendosi alle 14 canzoni in lavorazione. "Non sono proprio sicuro di come dovrei reagire. Parecchia musica ha un'inclinazione armonica dell'est, una relativa inclinazione armonica.
Non so se sia solo lo Zeitgeist, il segno dei tempi, o forse perché, cioé, la cultura mediorientale è così prevalente, o forse le cose negative sulla cultura mediorientale. Ci sono passaggi con sonorità che suonano in maniera araba o mediorientale, e li si sente in tutte le canzoni".
Intanto i 'Metallica si sono aggiunti alla lista dei gruppi che si esibiranno presso il ricostruito Wembley Stadium londinese. La formazione statunitense suonerà il prossimo 8 luglio nell'ambito del breve tour europeo denominato "Sick of the studio '07".
Le altre date:
1° luglio, Werchter festival in Belgio
3 Rockwave festival ad Atene
5 Vienna
10 Oslo
12 Stoccolma
13 Aarhus, Danimarca
15 Helsinki
18 Mosca.
alle
02:26:00
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domenica 13 maggio 2007
Vignetta della domenica

Anche se solo caricature,ecco i blogger artefici degli articoli che leggete.Mancano due di loro perchè al nostro primo incontro,immortalato in questa vignetta ,non sono potuti venire.
Da sinistra:Ilario Ferrari,Gerardo Spatuzzi,Davide De Caprio,Paolo Ferrera e quell'omaccione dietro di lui sono io.Un saluto a Phleks e a Michele"Kardio"Pastore che non sono potuti venire e che spero di conoscere al più presto.
Daniele Tartaglia
alle
00:46:00
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sabato 12 maggio 2007
Das Leben der Anderen
Non ha bisogno di presentazioni il film di von Donnersmarck, una storia umana di redenzione nella forma di un elegante thriller sullo sfondo plumbeo della Germania dell’Est del 1984.
Uno dei primi e ancora pochi film che rompono il tabù che il popolo tedesco ha con il proprio passato, in questo caso la DDR (Repubblica Democratica Tedesca), finora preceduto dagli ironici Goodbye Lenin di Becker (2002) e Zucker di Ubchen (2004).
Un ufficiale della Stasi, la temutissima polizia della Repubblica Democratica, viene incaricato di spiare una coppia di intellettuali apparentemente allineati con il regime, ma il loro dissenso, una volta trovato o costruito, può far comodo a eminenti dirigenti del partito.
Il film è attraversato da due filoni paralleli fortemente strutturati tra loro: il “sistema” e una coppia, mediati da due personaggi che testimoniano la caratteristica della natura umana di rimanere in bilico tra scelte etiche e scelte egoistiche, e di essere trascinata dagli eventi nell’una e nell’altra direzione.
La storia prende la forma di un thriller estremamente elegante che realizza pienamente la forte presa sul pubblico tipica del genere, senza ricorrere a quegli espedienti inflazionati impiegati come ornamento per supplire alla povertà di molti film di successo effimero.
Al film non mancano punte di ironia, ma non sono funzionali ad una rappresentazione edulcorata della DDR come nel precedente Goodbye Lenin. Ciò nonostante non cade nella rozzezza semplificatrice di mostrare un regime con quei caratteri di grossolana brutalità che è normale aspettarsi: qui il “male” è molto sottile e professionale nelle sue pratiche e non è motivato dal fanatismo quanto piuttosto dall’interesse in un sistema allo stesso tempo oppressivo e corrotto.
Il film si chiude con ottimismo sulla redimibilità della condizione umana, seppure con la malinconia di considerarne i costi e l’implicito bilancio dei sopravvissuti al regime e di quelli del regime, nettamente favorevole ai secondi che non hanno pagato e si sono probabilmente reinseriti con successo nell’ampliata Repubblica Federale.
alle
01:35:00
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venerdì 11 maggio 2007
Thorin Scudodiquercia

Negli articoli in cui vi espongo i miei disegni, credo sia palese la mia propensione verso il fantasy ,genere artistico a me molto gradito, nonostante la mia indole di appassionato dell’arte in tutte le sue forme e generi.
Convinto di non essere l’unico cultore di questo indirizzo artistico, mi accingo a presentarvi il buffo ometto corazzato che vedete qui sopra, i cui tratti sono stati ispirati da un opera letteraria ovvero “Lo Hobbit” di John Ronald Reuel Tolkien.
Thorin Scudodiquercia è un fiero e direi regale esponente di una delle razze create da questo autore di romanzi fantasy, creatore di un universo fatato e fantastico che va sotto il nome di Arda, ovvero il mondo dove si trova sia la Terra di Mezzo sia Valinor ,il reame dell’Ovest.
Thorin fa parte della stirpe dei nani, abili scavatori di miniere e di gallerie sotterranee ,maestri fabbri e lavoratori di mitrhil, metallo più prezioso di qualsiasi pietra o lega nell’universo tolkeniano.
Citato una sola volta sia ne “Il signore degli Anelli” che ne “Il Silmarillion”, libri fondamentali per chiunque si voglia avvicinare alla lettura dei romanzi di quest’autore, questo personaggio svolge un ruolo da cooprotagonista nel libro de “Lo Hobbit”.
Egli fa parte ed è a capo di un gruppo di suoi simili, i quali ,aiutati dal mago Gandalf cercano aiuto presso lo hobbit (un’altra razza) Bilbo Baggins, volendolo coinvolgere nella missione che li spingerà oltre le Terre Selvagge del mondo, alla riconquista della Montagna Solitaria o Erebor, antico reame del popolo nanico, unico luogo dove Thorin potrà tornare “Re sotto la Montagna”,e diventato nel frattempo la tana di Smaug, un temibile drago.
Ecco come viene presentato Thorin ne “Lo Hobbit”.
“Bilbo corse per il corridoio arrabbiatissimo, completamente sconcertato e sconvolto: questo era il peggior mercoledì di tutta la sua vita!Aprì la porta con uno strattone e caddero tutti dentro,uno sopra l’altro.Altri nani, altri quattro! E dietro c’era Gandalf che stava appoggiato al bastone e rideva. Aveva fatto una bella ammaccatura sulla porta ,e, tra parentesi, aveva cancellato il segno segreto che vi aveva posto il mattino precedente.
“Attento! Attento!” disse “Non è da te far aspettare gli amici sullo zerbino, Bilbo, e poi aprire la porta come un fulmine! Permettimi di presentarti Bifur, Bofur, Bombur e specialmente Thorin!”
“Al vostro servizio” dissero Bifur, Bofur e Bombur stando in fila. Poi appesero due cappucci gialli e uno verde pallido, e anche uno azzurro cielo con una lunga nappa di argento. Quest’ultimo apparteneva a Thorin, un nano estremamente importante, non altri, anzi, che il grande Thorin Scudodiquercia in persona, che non era stato contento per niente di cadere disteso sullo zerbino di Bilbo con Bifur, Bofur e Bombur sopra di lui. Tra l’altro Bombur era enormemente grasso e pesante! Thorin in realtà era molto altero, e la parola servizio
Thorin ,nano di stirpe reale, conserva un atteggiamento altero e aristocratico per maggior parte dell’opera, ma rimandando alla lettura del libro le potenziali curiosità scaturite, vi parlo della mia creazione.
Ho rappresentato il personaggio con l’armatura e le armi tipiche del suo popolo, mentre il ramo sul quale si appoggia altro non è che il suo scudo, dal quale il soprannome di Scudodiquercia. I tratti del viso sono ruvidi e sprezzanti perché con essi ho voluto rappresentare l’indole e il carattere del soggetto.
Accanto alla corona-elmo fatta di oro ho aggiunto particolari in cui il colore celeste chiaro sta ad indicare il mitrhil, chiamato nel libro anche con il nome di “veroargento.”, e le pietre preziose ,particolarmente amate da questo popolo di minatori.
Ho usato un effetto particolare nel rappresentare il colore della caverna retrostante la figura, si chiama “Cloud” ed è fatto per rappresentare al meglio le nuvole, ma con l’utilizzo di determinati colori è molto versatile su altre rappresentazioni.
Questo è il primo bozzetto di Thorin.
Come si può notare le linee del viso
lo rendono più dolce e mansueto
rispetto alla mia odierna
rappresentazione ,nella quale si staglia
oltre il mezzo busto per divenire una
figura più completa e minacciosa
Daniele Tartaglia
alle
00:53:00
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giovedì 10 maggio 2007
Un po’ di archeologia, un po’ di etica
Notizie di ricostruzioni e tentativi di costruzione
La tecnologia si riscopre patrimonio del passato quando un gruppo di studenti del MIT, coordinati dal ricercatore John A.Ochsendorf, cercano di riprodurre le tecniche e di utilizzare i materiali degli antichi ponti sospesi Inca.
Così viene (ri)scoperto che il progresso tecnologico non è caratterizzato solo dall’ utilizzo di ciò che è migliore, ma di ciò che la cultura considera attraverso la sua ideologia e il suo criterio estetico:
“If people use materials in different ways in different societies, that tells you something about those people,” Professor Heather Lechtman.
Come la Federal Communications Commission cerca di regolamentare la violenza nei media, neutralizzando gli argomenti della libertà di parola, della supervisione dei genitori sui figli e delle attuali definizioni di violenza nei programmi:
“The television industry is not correcting itself to the satisfaction of parents – whose children watch an average of two to four hours of TV a day. Eighty-two percent of parents with young children say violence in children's programming is a major concern. Nine in 10 say it has a serious negative impact on their kids.
Government regulation is tricky here because the courts have protected violent speech and depictions under the First Amendment. But doing nothing would leave children at greater risk to models of violence. And it would leave society at greater risk of aggression committed by people who were influenced by violent media, as many studies show.” CSMonitor
La Corea del Sud ormai ama i Robot, li fabbrica e spera che per il 2020 ve ne siano uno per casa. Ma il problema maggiore riguarda non tanto la ricerca di una intelligenza sempre più forte, ma a creazione di un futuro codice etico delle macchine.
Passando per la fantascienza, tra Terminator, RoboCop e Blade Runner, la robotica sud-coreana chiede aiuto alle regole di Asimov per stabilire un rapporto tra l’essere umano e l’automa.
Gleen McGee analizza gli interrogativi sulla natura, l’ostilità, il rapporto umano –non umano e le derive al limite tra abuso e rapporto di intimità con le nuova “schiavitù” cibernetica:
“It remains to be seen whether robots will become in some sense intelligent androids, capable of interacting as peers with humans and other parts of the world. In the meantime, we are much closer to making robots with “strong intelligence” than we are to creating a code of ethics to guide our stewardship of tin men, or to protecting humanity from misbegotten robotics. Either the effort to create a code of ethics to shape the evolution of robotics will be embraced, or we may reap the consequences. It only remains to be seen who will wake up first.” The Scientist
Davide De Caprio
alle
12:46:00
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